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Un bacio..

"Non voglio più questo strato di grasso protettivo che mi tiene isolata dai rapporti, per paura di essere toccata"
tra i post di un blog ho letto questa frase.. e mi fa riflettere sul mio continuare a mangiare senza farmi alcun tipo di problema..
Non si tratta pero' di un comportamento normale. E' qualcosa che arriva a tutte le ore. Qualcosa a cui penso in modo costante. E se mi dicono: dai non comprare i funghetti alla nocciola (la mia nuova fissazione) altrimenti diventi un mattone, mi viene voglia di mangiarne il triplo per fare un dispetto al pensiero esposto. Cosi' durante le pause pranzo che faccio -quando dovrei cucinare per gli altri- divoro schifezze e divido i miscugli alcolici con il collega. E mentre mastico sento che non mi sto nutrendo. Non lo faccio nemmeno perche' ho fame. C'e' dell'altro. E la frase scritta sopra forse e' la risposta. Forse voglio costruirmi attorno una barriera. Una corazza morbida per sentirmi protetta. Ed ora mi torna in mente la frase detta con il tono di una bambina capricciosa: "non voglio piacere a nessuno!!"
Io vorrei solo riuscire ad essere donna. Mi innervosisce tutto questo e non ho mai avuto la pazienza di analizzarlo. La fretta dei miei nel sentirmi dire "si si ora sto bene". I capricci della mamma che torna ad essere una bambina che devo rassicurare ogni volta che torno a casa. Le responsabilita' che mio padre mi ha sempre messo nelle mani. Sempre. Sempre. Tutti i suoi casini al lavoro un giorno saranno miei, che io voglia o meno. Lui ha gia' deciso. Con tutte quelle firme che ho fatto su numeri enormi per me che vorrei solo una vita semplice. Un grande macigno da portare sulle spalle. Sotto tutti i punti di vista.


Bisogno di stare a tempo seguendo un ritmo tutto mio.
Bisogno di accettarlo.
Necessita' di fare chiarezza su cio' che voglio.. o forse semplicemente trovare il coraggio di ammetterlo.
Rimango in quel parco pieno di sole, sulla mia panchina e con il mio libro, che racconta di un Amore Vero.
Rimango a guardare la ballerina sul palco... e le labbra bagnate di whiskey.
Devo trovare il tempo per una chiesa vuota.
Devo trovare il modo di essere.


Forse quest'esame da preparare che mi massacra tra cibi masticati velocemente, gocce di tranquillanti, memoria che non funziona e poca voglia di parlare, mi sta salvando da pensieri che prima o poi dovro' affrontare. Tutto troppo incerto. Il ritorno di fantasmi che ritrovo pensierosi nei sogni notturni.. tra le rocce verticali che sbocciano in papaveri rossi e le profezie di una balia egizia mi fanno tornare al forte amore che provavo. Troppo forte. Sono in caduta costante. Lo stomaco nei pensieri.

Tra fogli matite sigarette bicchieri di vino bocche spalancate che si maledicono nel traffico terra bagnata bambine nelle mani di bambine treni addii ritorni zucchero gambe frettolose urla di donne tradimenti maschili finte promesse matrimoni bugie divorzi parti feste funerali balli risate e maschere

Tra coloro che mi hanno regalato pianti di gioia

Ricordo che ascoltavo "Bella" di Paola e Chiara (no comment please). Era il '97.
Lascia che sia
solo una piccola bugia
pensaci su e prova a
mangiare un po' di piu'
su quella bilancia la'
ci hai perso anche l'anima
Ecco. Un ricordo improvviso ora quello di questa canzone. Era il '97. Io sono invece caduta nel 2004. Eppure... quando ascoltavo quella canzone, trovavo del tutto normale la condizione della protagonista. Che strano.
Oggi ho voluto coccolarmi con paste alla crema, pizza e biscotti. Sarà sempre più facile..


Inginocchiata davanti al marmo bianco ancora una volta. Troppo spesso negli ultimi tempi. Il non sapere a chi aggrapparti perche' comunque e' qualcosa con cui te la devi vedere da sola. Ed il viso gonfio della mattina che segue e che ti fascia i muscoli di rumori ovattati e di coperte a cui rimarresti aggrappata a vita. Ho paura che quella bilancia torni ad essere la regina dei miei conti malati.

Ho fame. Di nuovo. Forse non l'ho mai affrontato fino in fondo. Perche' tanto poi mi asciugo le labbra e dico: "Ora va tutto bene". Finche' non arriva il momento in cui chiudi la porta di casa e sei sola e devi fare i conti con la dispensa. E non posso dare se continuo a divorare.

